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Premessa | Il Progetto | Obiettivo

Europe MapPremessa

Con la decisione del Consiglio Europeo del Lussemburgo di avviare il processo di ampliamento dell’Unione, appare essenziale che la IS contribuisca all’espressione di una cittadinanza europea fondata sulla conoscenza, sulla comprensione reciproca delle culture del nostro continente e sulla consapevolezza delle loro caratteristiche comuni nel rispetto delle diversità, delle minoranze e delle proprie radici culturali. 
Oggi il concetto di cultura si estende alla cultura popolare, alla cultura industriale di massa, alla cultura nella vita di tutti i giorni. La cultura è considerata una forza motrice per la società, un fattore di creatività, di vitalità, di dialogo, di coesione e di integrazione. Quindi la cultura è la chiave per entrare realmente, a pieno diritto, nella IS globale dove il dialogo per realizzarsi deve trovare l’humus adeguato nei vari tessuti sociali per essere armonico e permettere all’UE di rispondere alle sfide del XXI secolo. Sfide cui l’Europa deve far fronte in breve tempo. L’UE si trova in una nuova fase cruciale della propria storia, con l’instaurazione dell’Unione economica e monetaria e la prospettiva di un ampliamento la cui estensione non ha precedenti
E se l’istruzione è un fattore chiave di realizzazione personale dell’individuo, che ne agevola l’inserimento nella vita lavorativa e promuove il senso di appartenenza attiva alla società, il Trattato di Amsterdam è esplicito al riguardo: esso conferisce all’Unione la responsabilità “di promuovere lo sviluppo del livello cognitivo più elevato possibile” per i popoli dell’Unione “tramite un ampio accesso all’istruzione ed al suo aggiornamento permanente”. Il Trattato sancisce la nozione di “cittadinanza dell’Unione” a complemento di quella di cittadinanza nazionale: l’istruzione è, quindi, chiamata a svolgere un ruolo fondamentale nell’edificazione di un’Europa unita e competitiva, caratterizzata dalla solidarietà interna e dall’apertura verso il mondo. Nell’Agenda 2000, in cui si traccia uno schema di azione per entrare nel XXI secolo, la Commissione Europea propone di tradurre in pratica tali orientamenti facendo della “unione della conoscenza” uno dei principali obiettivi della politica comunitaria degli anni a venire.

La scuola ha vissuto come un sistema chiuso, mentre oggi si muove verso una comunità aperta di apprendimento. Pertanto per progettare e dirigere tale sostanziale trasformazione della scuola è necessario dare avvio ad un processo di “auto-formazione assistita", il cui valore corrisponderà alla capacità effettiva di condivisione della iniziativa, in modo che essa possa essere finalizzata a incidere direttamente sulla innovazione del modo di operare delle imprese educative.
A tale proposito, ricordiamo che il passaggio tra la società industriale e quella post-industriale della informazione e della conoscenza - con l’utilizzazione di sistemi di comunicazione telematica interattiva - ha come dato essenziale il processo di automazione della produzione che ha definitivamente cambiato la divisione del lavoro tra lavoro manuale e lavoro intellettuale nella società. Questa consapevolezza è però indispensabile, e va promossa, in particolare nell'impresa educativa, dove si formano le nuove generazioni in modo che esse non risultino impreparate nell'agire per la realizzazione del loro progetto di vita. 

Nella società dell’informazione globale e interattiva ciascuno sarà collegato e potrà comunicare con tutto e con tutti gli altri, in tempo reale. Le nuove tecnologie telematiche stanno cambiando radicalmente non soltanto il mondo delle comunicazioni, e quindi il modo con cui le persone si parlano e si intendono, ma anche i metodi e gli strumenti di lavoro, di apprendimento e di svago. In questa società complessa del terzo millennio, le possibilità di partecipazione e di promozione saranno straordinarie, ma anche i rischi di esclusione, per intere culture e generazioni con problemi economici e sociali di enorme portata.

Infine si delinea la necessità di valutare le resistenze al cambiamento, le incompatibilità psicologiche, i preconcetti culturali, i disagi ambientali, ecc.. che fanno da deterrente di questo processo di trasformazione socio-economica dei paesi industrializzati, poiché le società che rimarranno indietro in questo processo di cambiamento, si troveranno arretrate nello sviluppo della globalizzazione delle economie e di conseguenza copriranno un ruolo marginale nella divisione internazionale del lavoro produttivo. 

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Il progetto 

Lo psicologo americano Abraham H. Maslow individua in cinque fasce i bisogni fondamentali e comuni a tutti gli esseri umani. I primi a dover essere soddisfatti sono quelli fisiologici, mentre, ultimo in ordine di tempo compare il bisogno di autorealizzazione che spinge l'individuo ad impegnarsi per diventare "quello che sente di poter essere". Tali bisogni seguono un ordine di successione: al primo livello si deve trovare una sufficiente soddisfazione prima di passare al secondo che, se appagato, permette di passare al terzo e così via. E bisogno fisiologico primario dell'uomo è il cibo.  Bisogno che, se appagato, consente di trovare la giusta carica per motivazioni sempre più alte. 

Ma il cibo è anche un'occasione per incontrarsi e per far festa. Da Omero a Boccaccio, da Leonardo a Kant, da Tolstoj a Rossini, Neruda, Calvino, Oldenburg: attraverso le testimonianze della letteratura e dell'arte l'evolversi delle forme storiche della cultura alimentare, usi e costumi degli uomini a tavola, piaceri e dispiaceri, incontri e scontri, hanno fatto del convivio un'immagine speculare della società.

Il cibo è talmente importante nella vita degli uomini che ha un ruolo fondamentale anche nella religione. Nel Nuovo Testamento, ad esempio, sono almeno quattro i momenti in cui l'insegnamento di Gesù si collega al cibo: Le nozze di Caanan, quando Gesù trasforma l'acqua in vino; la moltiplicazione dei pani e dei pesci; l'ultima cena e la cena di Emmaus.

Dietro ai sapori, agli odori, si nascondono tantissimi significati; dietro al gusto di sedere a tavola, ma anche di stare dietro ai fornelli, esiste una trama fitta di simboli e linguaggi Ogni tempo, infatti, luogo, civiltà, ha dato importanza al cibo facendo delle scelte ben precise, elaborando le cotture e determinandone gli accostamenti. Non solo, ne ha fatto strumento di comunicazione, incontro, pensiero, condivisione, negoziazione, integrazione.

La storia dell'alimentazione è una storia ricca di sorprese, di civiltà alimentari che cambiano, un mondo di gusti, sapori e profumi ancora tutti da scoprire. Un mondo che possiede naturalmente la sua storia, i suoi usi e costumi, i suoi artisti, le sue leggende, tradizioni, e perché no, i suoi eroi, scienziati, filosofi e poeti.

L'alimentazione, dunque, deve essere considerata come l'elemento fondamentale per la salute globale di un individuo.  Questa fu la  convinzione di Ippocrate di Cos (460-370 a.C.)  e poi di Epicuro di Samo (341- 270 a.C.), il primo si rese conto di quanto la salute dipenda in via fondamentale dal cervello regolatore degli stimoli di fame e di sazietà, mentre il secondo, dicendo "l'uomo é quel che mangia", iniziò a pensare che  gli atomi e le loro aggregazioni delle quali é composto l'essere umano sono i responsabili della dinamica della vita. Queste antiche premesse ci fanno intuire come oggi, a partire da tali fonti cognitive, siamo giunti a pensare che un sistema vivente é assimilabile ad un reattore bio-chimico regolato da due tipi di energia, quella estratta dagli alimenti e quella relativa al sistema di informazione.

La "complessità" della cultura alimentare in Europa, quindi, come punto amichevole di incontro per una cooperazione creativa tra imprese, scuole, centri di formazione, università, enti locali, esperti e non ultime famiglie in una sorta di comunità che riesca a contaminarsi di buone prassi comuni.

Comportamenti innovativi, prima mai praticati, possono rapidamente sorgere: in un gruppo si può contare sulla pressione che il gruppo può esercitare sul singolo e l’imitazione e l’emulazione possono accelerare l’acquisizione di nuova cultura.  

E se è vero che a tavola crollano le barriere, la cultura alimentare farà da collante ai vari attori del network inaugurando un circuito virtuoso.

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Obiettivi

Obiettivo del Progetto è quello di integrare e rafforzare le azioni nazionali nel rispetto della diversità e promuovere la progressione dei cittadini verso una società conoscitiva, implementando le nuove tecnologie della comunicazione nell’istruzione e nella formazione permanente. Tutto ciò attraverso la diffusione delle abitudini alimentari – dal Nord Europa ai Paesi del Bacino del Mediterraneo, all’Europa dell’Est - allo scopo di individuare i criteri di una corretta alimentazione spendibili in tutti i Paesi coinvolti. Obiettivo raggiungibile realmente a tutte le fasce d’età solo attraverso il potentissimo strumento di Internet che nella Società Conoscitiva diventa scrivania innovativa per alunni, docenti, formatori e famiglie.

Ciò verrà realizzato implementando un sito Internet – dispositivo comune di formazione-informazione – che, attraverso i prodotti, le usanze e le abitudini alimentari presenti nelle culture dei Paesi europei e la discussione sulle nuove frontiere dell'alimentazione legate alle biotecnologie, costituirà un accattivante e familiare stimolo al dialogo ed alla conoscenza durante. Sarà possibile dialogare in linea con esperti, famiglie e studenti dei vari Paesi scambiando – attraverso la rete - opinioni ed esperienze, documenti e materiali, e  realizzando tests in linea.

La possibilità offerta di confrontarsi con partner dotati di orizzonti diversi e con la vocazione ad aprirsi a nuove conoscenze consentirà ai partecipanti di immergersi nelle radici culturali degli altri Paesi, assaporando abitudini e costumi diversi che, in ogni caso, rafforzeranno la connotazione di cittadinanza  europea allo scopo di:

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Stabilire meccanismi e canali per iniziative e scambi di informazione anche attraverso la sperimentazione della tecnologia WAP e la simulazione di e-commerce

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Promuovere la dimensione interculturale della Società dell'Informazione e dei suoi sviluppi tecnologici nella globalizzazione dei mercati e nei processi di evoluzione della comunicazione interattiva della società conoscitiva.

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Promuovere - attraverso un approccio istintivo,  immediato, amichevole e collaborativo, dalla rete ed oltre la rete - la riscoperta e la tutela della cultura e delle tradizioni alimentari europee affinché le loro specificità e le loro diversità diventino una fonte di arricchimento e stimolo reciproco.Tutto ciò coniugando nuove tecnologie, cultura, istruzione e formazione in un approccio integrato verso l'innovazione e la convergenza al digitale

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Ultimo aggiornamento 07/06/2002

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