Una sfida per
il futuro
Prof. Antonello Santini
Dipartimento di Scienza degli Alimenti - Università degli Studi "Federico II",
Napoli
Siamo ciò che mangiamo,
è un vecchio modo di dire che costituisce in realtà una mezza verità capace
di collegare la sicurezza dei cibi alla bioetica. Dal punto di vista puramente
chimico, il nostro organismo è costituito dai materiali che assumiamo sotto
forma di cibi e dell’acqua che ingeriamo attraverso l’alimentazione: tutti i
composti chimici dunque si trasformano all’interno dell’organismo insieme
all’acqua per tutta la durata della vita. Il consumo di cibo è dunque di
rilevante importanza per la salute. Le funzioni vitali di ogni organismo vivente
si basano infatti sul consumo di energia e di metaboliti. Si definisce cibo
dunque il materiale che contiene i
nutrienti fondamentali, come gli zuccheri, i grassi, le proteine, le vitamine, i
sali minerali, l’acqua, e che viene ingerito ed assimilato dall’organismo
per produrre energia, stimolare la crescita, preservare le funzioni vitali. Le
fonti principali di cibo per gli animali sono costituite dagli animali stessi,
dai funghi e dalle piante: ci sono molti paesi nei quali la produzione di cibo
è insufficiente oppure non è possibile garantirla stabilmente, e quindi in
questi casi le biotecnologie sono divenute necessarie per stimolare la
produzione di cibo e ridurre le perdite dovute alle malattie delle piante o
degli animali. Quando è garantita la disponibilità di sorgenti adeguate di
cibo, il consumatore tende però a concentrare la sua attenzione maggiormente su
aspetti diversi, legati al particolare gusto ed a preferenze individuali, e, in questo senso, la qualità e la
scelta di cibi diversi sono gli obiettivi verso i quali tendono le economie
maggiormente sviluppate, che sono poi anche i paesi che sono in grado di
esportare cibo.