Cibo e alimenti transgenici - Parte 3
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La ricerca oggi

Attualmente vengono fatti sforzi nella ricerca scientifica per eliminare dai cibi soprattutto eventuali agenti contaminanti e tossine. Tra queste le aflatossine, per esempio, che sono delle micotossine prodotte da un fungo, l’ Aspergillus flavus, che sviluppano elevata tossicità nei confronti di piante ed animali. Tecniche di ingegneria genetica potrebbero incorporare geni antifungini in specifiche piante ed eliminare all’origine il problema. La ricerca in questo settore viene correntemente indirizzata anche verso aspetti più esattamente applicati: la composizione di molti cereali e prodotti dell’ agricoltura non è sempre adeguata all’uso cui viene destinata: la ricerca genetica consente di modulare le quantità di ogni singolo componente dell’alimento in maniera da ottimizzarne l’uso nella grande varietà delle applicazioni alimentari cui può venire destinato, ad esempio ottenere una farina ottimizzata per la panificazione oppure per il processo di produzione di paste alimentari.

Uno dei problemi più rilevanti in agricoltura è inoltre la adattabilità delle piante ad ambienti specifici: questo problema di estrema variabilità può venire efficacemente affrontato mediante l’uso di tecniche di ingegneria genetica, che consentono di ottenere una migliore adattabilità delle piante all’ambiente, alle modificazioni del clima, all’aumento delle radiazioni ultra violette, ad un regime di piovosità diverso. Le piante possono inoltre venire rese resistenti ad una quantità di acqua elevata, ad una concentrazione elevata di metalli nel terreno, ad un elevato tenore di sale, in modo che possano crescere e svilupparsi anche in regioni particolarmente inospitali e difficili, ben oltre la capacità normale di sopravvivenza della specie in esame. La adattabilità ad una temperatura particolarmente bassa può essere importante: è stato recentemente incorporato a questo scopo un gene anti congelamento, proveniente da un pesce che vive nelle acque dell’artico, in piante di soia, allo scopo di creare piante capaci di vivere a temperature molto basse. Queste tecniche possono consentire quindi di fornire delle risposte efficaci a problematiche connesse con aspetti chimici, come la composizione dei terreni, rendendo le piante insensibili alla presenza nel terreno di metalli come l’alluminio, ed a valori di acidità molto elevata del terreno stesso. Le modificazioni genetiche inoltre potrebbero portare ad ottenere piante dotate di una maggiore resistenza a malattie e insetti, e sviluppare quindi alternative valide, nel rispetto dell’ambiente, ed indirizzate alla produzione di cibo aprendo prospettive del tutto nuove nella alimentazione mediante l’impiego di nuovi alimenti di base: i cibi tradizionali di origine vegetale prevedono l’impiego ad esempio solo di una parte della pianta, come i frutti, le foglie oppure i gambi. Piante coltivate in una coltivazione per le loro radici potrebbero venire utilizzate altrove per le loro foglie, come accade per le barbabietole. Alcune piante inoltre possono venire utilizzate per l’alimentazione umana, come alcune varietà di vegetali in Giappone, ma le stesse piante possono essere usate altrove, come accade in Europa, per la produzione di olio vegetale.

 

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Ultimo aggiornamento 24/04/2001

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