Nutrirsi: che significa? - Parte 1
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Il sistema di informazione

Erwin Schrödinger premio Nobel per la Fisica del 1933, in un suo famoso libro intitolato What is Life(1), si pose il problema di come agisca la informazione nel sistema vivente. Egli iniziò con il ricercare la comprensione di un complesso di fenomeni che chiamiamo "informazione" a parire dai concetti già eleborati dalla scienza. Infatti l'idea di informazione rappresenta un concetto di cui la scienza, nella sua impostazione meccanica ed anche quanto-meccanica, non ha ancora espresso chiara defizione. La scienza tradizionale ha separato il soggetto dall'oggetto della osservazione e pertanto ha concepito l'informazione come un fatto mentale astratto, non correlato cioé alle attività biologiche del cervello e del corpo umano. La scienza contemporanea ha infatti studiato la natura come un evento in se stesso oggettivo e tale impostazione non ci pone nelle condizioni di poter riflettere sul fatto che, ciò che é a noi noto, é il frutto dalla elaborazione biochimica della nostra mente. Cosi ad esemopio possiamo comprendere come elementi della  informazione ereditaria espressa dai geni del DNA lavorino come fatto oggettivo, ma non sappiamo porci la domanda di come la genetica, che ci ha costruito come esseri viventi, possa avere una comprensione intrinseca della sua azione di informazione nell'agire nella trasformazione delle sostanze biochimiche che ci danno la vita.

Forse esagerando rispetto ad una visione materialistica del DNA, considerato come molecola chimica capace di conservare informazione, recentemente alcuni studiosi americani di socio-biologia, un ramo della antropologia culturale, asseriscono e sostengono che le relazioni tra cervello corpo e mente, vengono guidate dagli interessi di sopravvivenza della specie, interiorizzati nel DNA. Quindi attribuiscono al sistema di informazione genetica la capacità di eseguire una propria espressione sincronizzata con la comunicazione chimica cerebrale, che induce sensazioni e pulsioni interiori recepite dall' individuo come esigenze fisiologiche. Tali autori affermano che l' informazione genetica risulta decisiva anche in senso sociale in quanto agisce sulla connessione della famiglia e quindi della società, attribuendo pertanto al DNA un fondamento cosciente che riduce il libero arbitrio dell' uomo. A fondamento di tale loro asserzione portano varie prove sperimentali: ad esempio gli animali che vivono in coppie, come generalmente fa l'uomo, nel fare all'amore producono a livello cerebrale una proteina precursore di endorfine, che sono particolarmete attive nel talamo, sezione cerebrale dove si generano le sensazioni e le pulsioni che rinforzano la correlazione della coppia.

 

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Ultimo aggiornamento 16/04/2001

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