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Ingegneria genetica
I sostituti dei grassi per esempio, che possono anche comprendere grassi prodotti attraverso tecniche genetiche, sono un esempio pratico oggi molto attuale. Un’altra categoria di alimenti, considerati peraltro degli additivi alimentari piuttosto che alimenti, sono le sostanze dolcificanti. Tra queste ci sono alcune proteine, chiamate taumatine, una categoria di proteine dal sapore molto dolce, che sono state isolate da un frutto di una pianta tropicale, il Thaumatococcus danielli. Il loro uso viene consentito da un gran numero di paesi e trova applicazione come esaltatore del sapore e come dolcificante ad elevata azione; il gene che codifica le taumatine è stato inserito nelle piante di patata con un controllo genetico della trascrizione; anche se la resa è attualmente bassa, sono stati ottenuti comunque risultati interessanti dal punto di vista commerciale. Il gene può inoltre venire introdotto direttamente in frutti selezionati e in vegetali per migliorarne il gusto e il sapore dolce, con evidente impatto sul mercato e sul gusto dei consumatori. Un altro gruppo di prodotti ottenuti da organismi modificati geneticamente sono gli additivi alimentari, come gli integratori di ammino acidi. Spesso le vitamine, come gli integratori alimentari ed tutti i cibi tradizionali al confine con le medicine stesse, non sono soggetti a particolari restrizioni legislative; tra questi ci sono i cibi cosiddetti salutistici, tra i quali figurano quelli ad elevato contenuto di fibre, o che sono a basso tenore di grassi, a basso apporto calorico, privi di caffeina, di sodio e di alcol, a basso colesterolo e ad aumentato contenuto di calcio. Tutti questi alimenti vengono considerati degli integratori alimentari, ma il confine tra cibo e medicina diventa meno distinto se si pensa alla introduzione recente di vaccini commestibili. I vaccini possono venire espressi geneticamente in piante come la banana o la patata, e possono derivarne prodotti a basso costo e facili da distribuire ed usare, dei cibi medicinali. Non mancano quindi i benefici che potrebbero derivare dalla ingegneria genetica; tra questi si possono considerare la aumentata produzione di prodotti dell’agricoltura, l’aumentata produttività delle piante, una migliore resistenza ad insetti dannosi e malattie delle piante, la migliore qualità globale dei prodotti alimentari, comprendendo anche le loro proprietà nutrizionali, il valore nutritivo e la loro conservabilità. Modificare il contenuto nutrizionale degli alimenti può portare inoltre ad altre interessanti caratteristiche, come quella di modularne il contenuto in vitamine, per esempio di vitamina A, oppure il contenuto in fibre. Il mais è già stato recentemente addizionato di ammino acidi contenenti zolfo, allo scopo di aumentare la qualità della sua frazione proteica. La caffeina potrebbe venire eliminata dalla pianta nativa, eliminando al contempo anche i processi attuali di eliminazione da alcuni alimenti con una interessante riduzione dei costi e un miglioramento globale della qualità sia dei prodotti che del gusto. Anche i componenti grassi degli alimenti potrebbero venire modificati o ridotti nella loro quantità per ottenere prodotti dieteticamente migliori e meglio utilizzabili nella alimentazione umana.
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