Cibo e alimenti transgenici - Parte 1
Home Su Successiva

 

Biotecnologie e alimenti

La parola biotecnologia significa in breve fornire alimenti o beni o servizi servendosi di organismi viventi o di parti di essi. Cibi derivati da piante che sono state ottenute mediante modificazioni di ingegneria genetica sono già disponibili sui mercati e non sono, in generale, diversi dai cibi con i quali ci alimentiamo tutti i giorni. Un organismo geneticamente modificato è un organismo il cui DNA è stato modificato con tecniche di ingegneria genetica. Non esiste in realtà una definizione legale, e viene utilizza comunemente la parola transgenico. Questa parola deriva dalla inserzione nel DNA che si sta modificando, di un gene che non fa parte del patrimonio genetico naturale dell’alimento o della pianta da modificare (transgene), e la parola transgenico deriva quindi da questa modifica fatta al cibo o alla pianta. Lo sviluppo e l’applicazione di tecniche di ingegneria genetica ha portato alla introduzione di molte caratteristiche, per esempio resistenza alle malattie oppure aumento della vita media in molte specie vegetali importanti per l’alimentazione.

Il pomodoro è un esempio attuale, dato che probabilmente è stato tra i primi prodotti transgenici a venire introdotto sul mercato. Viene oggi prodotto in molte forme diverse, che vanno dal ketchup ai pomodori in scatola, ai concentrati, al succo di pomodoro. Fino ad oggi lo sviluppo dei prodotti transgenici in agricoltura si è concentrato principalmente sulla resa di prodotto e sulla resa di prodotto nella coltivazioni in campo. I consumatori invece fondamentalmente si basano su caratteristiche fisiche, come il colore, la consistenza della frutta e dei vegetali come indicatori della loro freschezza, qualità nutrizionale e gusto, ma un pomodoro di colore rosso brillante e dall’aspetto invitante potrebbe essere vecchio di settimane e quindi di scarso valore nutrizionale ed un consumatore non avrebbe alcun modo di capire dalla sola osservazione se il DNA del pomodoro fosse stato opportunamente modificato per dargli quell’aspetto fresco invitante capace di trarre in inganno.

A parte questa considerazione esistono numerosi rischi connessi con l’impiego delle tecniche di ingegneria genetica, tra le quali il rischio di variare, in maniera non intenzionale, i geni in un organismo, renderlo pericoloso e capace di mutare l’ecosistema dove esso si sviluppa e sul quale ha impatto con il conseguente rischio di rendere pericoloso l’ecosistema stesso introducendo delle modifiche capaci di influenzare un organismo dopo l’altro fino all’uomo attraverso un meccanismo a catena. Il concetto di rischio infatti, se si considerano le biotecnologie, comprende in sè i due concetti di variazione e quello di creazione di organismi nuovi e potenzialmente pericolosi. A differenza infatti dei danni e delle contaminazioni di tipo nucleare o chimico, il rischio genetico è ancora più difficile da controllare: l’inquinamento genetico produce infatti nuovi micro organismi che vengono introdotti nell’ambiente, possono migrare e riprodursi e cambiare a loro volta, adattandosi a condizioni vitali differenti e trasferendo le proprie caratteristiche ad altri organismi in modo da rendere praticamente impossibile il controllo e la reversibilità di processi di mutazione su base genetica. Inoltre geni provenienti da batteri o da virus o insetti che non hanno mai fatto parte della alimentazione umana possono venire introdotti nel cibo, senza che nessuno possa ad oggi valutare o predire i possibili rischi connessi con tale introduzione oppure la sicurezza di tali alimenti destinati all’uomo. Siccome l’ingegneria genetica non è una scienza esatta, gli scienziati potrebbero creare in maniera non intenzionale variazioni nel patrimonio genetico di piante e sviluppare per esempio nuove proteine sconosciute, microbi, piante, insetti e perfino animali con possibili effetti negativi e comunque non noti, capaci di influenzare l’intero genere umano. I cibi manipolati attraverso tecniche di ingegneria genetica potrebbero produrre sostanze pericolose e forse perfino tossiche, a lungo o medio termine, per il metabolismo umano. Anche se i geni in se stessi non sono pericolosi o tossici, potrebbero alterare i complessi meccanismi biochimici dell’organismo e creare prodotti bioattivi di tipo nuovo o fare variare le quantità di quelli presenti normalmente nell’organismo. Le proprietà delle proteine possono infatti essere diverse in ambienti diversi chimicamente, dato che esse possono modificarsi e dare composti con proprietà nuove e interazioni diverse con i siti recettoriali. In conclusione i prodotti manipolati dal punto di vista genetico possiedono maggiori rischi rispetto ai cibi tradizionali, ed inoltre anche perché le tecniche di ingegneria genetica potrebbero introdurre nuovi allergeni in cibi altrimenti considerati sicuri dal punto di vista alimentare.

 

 

Bulgarski Ceskà Suomeksi Français English Deutsch Romana Español Svenska

Invia al Netmaster una mail se hai domande o commenti su questo sito.
Ultimo aggiornamento 24/04/2001

Copyright ã 1999 - 2000 - 2001 by Eugenia Tesoro - All rights reserved