L'ambientazione
di Tosca in Roma ci introduce a molte possibilità gastronomiche! Nessun cantante
lirico italiano potrebbe disconoscere l'importanza del cibo nell'opera italiana.
Nel caso di Tosca, é facile ipotizzare ciò che i personaggi avrebbero mangiato.
Il cestino della colazione
L'amante di Tosca, Cavaradossi, ha un cestino della colazione
preparatogli dal sacrestano della chiesa. Probabilmente la sua colazione non era
molto diversa da ciò che si mangia attualmente a Roma. Potrebbe aver contenuto
un pezzo di pane - probabilmente bianco, in quanto Cavaradossi era un nobile (i
popolani mangiavano pane scuro e solo i più benestanti bianco); un formaggio
locale di pecora, quale la Caciotta romana o il Pecorino che possiamo reperire
anche oggi. Senza dubbio c'era del salame casereccio e una fiaschetta di vino -
forse un bianco di Orvieto.
La cena di Scarpia
Vediamo ora
cosa mangiava Scarpia in quella notte fatale. Quale capo della
polizia di Roma, dovrebbe aver mangiato secondo lo stile della nobiltà romana.
Poiché era sera, la sua cena era una versione più leggera del pranzo principale
consumato a mezzogiorno.
Così come oggi, il cibo era uno "status" per gente come Scarpia. Il suo pranzo
del mezzogiorno con molta probabilità era iniziato con un vassoio artisticamente
organizzato
di
piccoli antipasti quali prosciutto, marzapane colorato, tartine, piccole
frittelle, pane dolce e, forse, delle ostriche. Una zuppa potrebbe aver seguito
questa portata - probabilmente brodo di cappone con ravioli - il loro ripieno é
costituito da cappone arrostito, formaggio, cannella, noce moscata, zucchine e
aromi. Poi del pesce intero arrosto farcito con tartufi o, forse, lepre in una
piccante salsa agro-dolce di pepe nero, zucchero, aceto, nocciole, frutta e vino
rosso. Dopo questa portata, i camerieri potrebbero avergli servito un grande
piatto d'argento con un intero agnellino arrosto, rigirato su un fuoco vivo fino
a rendergli una croccante crosta marrone mogano. La tenera carne potrebbe essere
stata guarnita da striscioline di prosciutto ed imbevuta con vino bianco
aromatizzato da erbe. Per dessert, Scarpia probabilmente gustò dolcetti e
marzapane farcito e, forse, un elaborato semifreddo composto da fette di dolce
guarnite di gelato. Quando Tosca entra si potrebbe immaginare che Scarpia sta
appunto finendo il dessert. Il "Vin di Spagna" cui si riferisce é certamente un
vino dolce, con molta probabilità uno Sherry "Oloroso" dorato e ricco.