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| Natural food? Cercatelo qui |
| Verdura non trattata, frutta
biologica, carne da allevamenti sicuri, cereali senza
pesticidi... Internet può dare una mano a chi vuole
nutrirsi senza veleni. Ecco come. |
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Cristiana Ceci hwkika@planet.it |
| Se la mucca è
pazza, anche il consumatore rischia la stessa fine:
attanagliato com’è dall’ansia ogni volta che si ritrova
fra i banchi dei supermercati. Quel cibo esposto, un
tempo amico, ora appare come oscuro antagonista della
salute, portatore di virus e contaminazione. E tutti
sono alla frenetica ricerca di rassicurazione e
conforto; di una guida per muoversi meglio
nell’accingersi a quello che un tempo era un gesto
semplicissimo: fare la spesa. Il Gambero Rosso,
associazione senza scopo di lucro dedicata all’arte del
mangiare sano, lancia dal suo sito (http://www.gamberorosso.it/)
la prima ricetta per la sicurezza a tavola: “Se vuoi
essere un consumatore sano, istruisciti, informati e sii
esigente”. E quando si tratta d’informazioni, non può
non venire in mente Internet, banca dati per eccellenza:
le dritte per orientarsi fra bistecche e pomodori sono
tutte lì, basta pescarle nel posto giusto.
Le web-associazioni dei consumatori
raccomandano… Nato proprio come strumento di
servizio è http://www.sicurezzalimentare.it/,
curato dall’Unione nazionale consumatori. Le pagine sono
chiaramente divise per argomenti, i più scottanti del
momento: come leggere le etichette dei prodotti, come
difendersi dagli additivi, come conoscere i principali
sistemi di controllo degli alimenti; quali le più
rilevanti malattie da microrganismi e come evitarle. Una
sezione è dedicata in particolare alla sicurezza delle
carni e alla loro denominazione, un settore dove la
legislazione risulta ancora poco chiara. Anche la
versione on-line della rivista Altro Consumo,
all’indirizzo http://www.altroconsumo.it/,
entra nel vivo del tema della sicurezza da garantire al
consumatore, facendo luce sulle due più note malattie
degli animali, la Bse o “mucca pazza” e l’afta
epizootica, che colpisce suini, ovini, caprini e
cavalli; e offre suggerimenti su come tutelarsi dal
pesce contaminato da diossina.
Per la carne biologica, ecco i siti
giusti www.eat-online.net/italian
è un sito informativo nel campo della nutrizione.
On-line sono stati inseriti interventi sul morbo della
mucca pazza e sugli alimenti transgenici, ma anche una
guida per i viaggiatori, da leggere prima
d’intraprendere un viaggio in paesi a rischio
d’infezioni alimentari. Autorevole www.eufic.org/it/food/food.htm,
sito che riporta gli articoli pubblicati sul bollettino
Food Today, curato dallo European Food Information
Council. Gli argomenti variano dalla sicurezza
alimentare in viaggio o al ristorante allo studio sulle
carni argentine, ottime ma di difficile reperimento, ad
approfondimenti sulle biotecnologie. Ha inaugurato una
pagina sulla sicurezza alimentare anche il sito di
Cucina Italiana, storica rivista indirizzata ai gourmet:
su www.cucinait.com/Ricette/Sicurez.asp
si impara per esempio a riconoscere gli alimenti davvero
biologici, che sull’etichetta devono riportare la
dicitura “prodotto con materie prime ottenute con metodo
di agricoltura biologica Regolamento Cee” e non scritte
del tipo “tutto naturale”; questo vale anche per la
carne biologica, che oggi offre delle garanzie in più.
Il perché è spiegato con dovizia di particolari sul sito
ufficiale dell’Aiab, uno dei più importanti organismi di
controllo del settore bio. Su http://www.aiab.it/ si
accede alle norme dettate dall’Unione europea in fatto
di allevamenti biologici: dall’obbligo di alimentare i
bovini con mangimi vegetali al 100%, e senza prodotti
geneticamente modificati, alla disposizione di curare
gli animali soltanto con medicine omeopatiche, prodotti
fitoterapici o oligoelementi; in caso contrario, il
bovino non può essere macellato prima che abbia smaltito
i principi attivi dei farmaci allopatici. Sul sito
dell’Aiab si trova anche la lista delle macellerie e dei
negozi con carni biologiche certificate, in modo da
poter scovare il punto vendita più vicino a casa.
Variare il menu: così raccomanda il
nutrizionista Ma davvero biologico è sinonimo di
sicuro? Pietro Antonio Migliaccio, dietologo e
nutrizionista, risponde che “sì, oggi è un mercato
sicuro, anche se qualche dubbio potrebbe nascere per il
domani. Chi ci dice che le piante, senza scudo di
protezione chimico da attacchi esterni, non sviluppino
in futuro sostanze di difesa che potrebbero risultare
tossiche per l’uomo? E poi si tratta di un mercato
d’élite, per i bassi livelli di produzione che impongono
costi elevati. Oggi fare la spesa, anche non bio, è più
sicuro che mai se ci si rivolge a prodotti legali”.
Migliaccio ha anche aperto un sito, http://www.migliaccionutrizione.it/,
vetrina informativa e strumento per consulenze on-line.
Consigli riguardanti un’alimentazione sana e corretta
dispensa anche da http://www.cercasalute.it/.
“Per non ammalarsi di cibo”, continua, “fra pesce al
mercurio, uova potenzialmente infettate dalla salmonella
e carotine al piombo perché cresciute vicino alle
autostrade, consiglio di variare il più possibile il
menu quotidiano: l’organismo non fa nessuna fatica a
eliminare una quantità minima di tossine. Si può anche
diventare vegetariani o vegan, purché seguiti.”
E per i nuovi vegetariani… E se proprio ci
si converte al vegetarianismo, per scelta ideologica o
per timori salutisti, è d’obbligo un salto al sito
dell’Associazione vegetariana italiana, http://www.vegetariani.it/:
molti i medici pronti a offrire consulenze, anche sui
temi più spinosi come lo svezzamento di un bambino senza
il ricorso alla carne. Il sito offre inoltre
finestre sui coadiuvanti e gli additivi alimentari,
sulle manipolazioni genetiche, sulla dieta per i pet:
già, perché i gatti proprio non possono fare a meno
della carne, anche se se ne può ridurre la quantità
sostituendola con il pesce. Vegetariano del tutto il
gatto di casa non può diventare, a differenza del cane
che vive bene anche nutrendosi di pastoni: a base di
cereali, formaggio, lievito di birra e integratori, come
da ricette fornite sul sito.
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| Il vino
migliore? Compralo su Internet |
| L’enologo
Giuseppe Vaccarini, dell’Associazione italiana
sommelier, però, consiglia: acquistate solo le marche
che già conoscete. |
Basta fidarsi delle marche più conosciute,
di quei vini che si è già avuto modo di degustare nel
mondo reale, per acquistare in tutta sicurezza una
bottiglia nelle enoteche virtuali”: è il consiglio di
Giuseppe Vaccarini, 48 anni, segretario generale
dell’Associazione italiana sommelier (http://www.sommelier.it/).
Che giusto in questi giorni ha inaugurato un progetto di
consulenza con il sito di Omnitel, all’indirizzo http://www.2000.omnitel.it/:
l’Associazione presenta di volta in volta un vino, dopo
averlo degustato, e lo abbina a una ricetta. Quello
stesso vino, garantito da esperti, si può acquistare
nella sezione “Shop Center” del sito, insieme ad altri
prodotti; la novità è che gli utenti di cellulari
Omnitel possono anche comprarlo direttamente via wap.
Dal telefono al vino migliore per una serata importante
il passo è breve. |
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| Spesa on-line?
Fidatevi, ma seguendo queste regole |
| È sicuro il cibo
comprato via Internet? E quali precauzioni prendere?
Risponde il segretario generale dell’Unione nazionale
consumatori. |
La vendita via Internet di prodotti
gastronomici in Italia è oculata”: il giudizio
rassicurante per gli internauti del cibo è di Vincenzo
Dona, 71 anni, segretario generale dell’Unione nazionale
consumatori con sede centrale a Roma (www.consumatori.it).
Che continua: “Si tratta di prodotti di nicchia già
ampiamente testati o di alimenti di marchi noti; con
pochissimo spazio al fresco, il territorio più
insidioso. A darci il polso della sicurezza sono i
reclami che ci arrivano: in tutto il 2000 ne abbiamo
ricevuti non più di una decina, e si trattava di
lamentele relative al mancato recapito della merce, mai
alla qualità. Insomma, il mezzo informatico non ha
nessuna intenzione di truffare il consumatore, se non
altro perché non conviene a nessuno”. Ma visto che
fidarsi troppo non è mai una buona filosofia, Vincenzo
Dona consiglia semplici mosse di tutela del consumatore,
da applicare anche all’e-shopping. “Innanzitutto,
dev’essere chiara la marca di ogni prodotto. Quindi il
prezzo ben specificato, così come il peso. Tutti gli
ingredienti devono essere riportati nella descrizione
on-line, l’equivalente dell’etichetta, e vanno citati in
ordine decrescente (cioè dal principale in giù).
Diffidare, nei market virtuali come in quelli reali,
delle espressioni generiche del tipo ‘grassi vegetali’.
Infine, non ordinare mai grossi quantitativi. Meglio
provare prima il prodotto, così da poter toccare con
mano quanto il sito promette.” |
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| Salmone fresco e non solo. Dal mare
in tavola, via Web |
| Cinque indirizzi on-line per
acquistare alimenti sani selezionati dal Gambero Rosso,
l’associazione non profit dedicata all’arte del mangiar
bene, che ne ospita i link all’interno del suo
sito. |
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| http://www.labottegadelbuongustaio.com/
Salumi, pasta e olio, ma anche un raro formaggio
pecorino e funghi porcini. |
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| http://www.esperya.com/
Il più cliccato del settore, offre di tutto: dai vini
alle birre e gli spumanti fino a salumi e prodotti
regionali. |
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| http://www.piaceriditalia.it/
In difesa della tradizione culinaria italiana, offre
prodotti da tutte le regioni, in percorsi
enogastronomici. |
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| http://www.laprua.com/
Uno dei rari siti che offrono pesce fresco: dal mare a
casa direttamente via Internet, con consegne rapide e
garantite. |
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| http://www.altromercato.com/
Tè biologici, caffè, cioccolato, spezie e zucchero
integrale di canna, all’insegna del commercio equo e
solidale. |
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