Dopo aver inquinato mari, aria e humus a scopo di profitto per il profitto,
siamo ormai in presenza di un dramma fatalmente auto-evidente della necessità
di porre limiti ad una economia che diviene complessivamente anti-economica proprio in quanto il tema in questione, implica
il superamento delle barriere protettive della genetica evolutiva delle specie
viventi e, in quanto tale, catalizza una riflessione sui fattori di
elevato valore di sopravvivenza, che vengono messi in crisi da una economia del
profitto che disconosce elementi di maggior valore di quello che possa
essere il frutto di una
concorrenza sfrenata unicamente finalizzata all'accumulo di denaro.
Problematiche quali quella del virus dell'AIDS e, più recentemente, quello
del Morbo della Mucca Pazza (1), se vengono inserite
in una prospettiva evoluzionistica dello sviluppo umano, creano auto-evidenti
perplessità e dubbi sulla capacità di un sistema di produzione e di
commercio contemporaneo che garantisce la sopravvivenza della specie umana
sul nostro pianeta unicamente sulla base del profitto di impresa.
Infatti,
così come altri fattori derivanti da diseconomie emergenti sul piano ecologico, il
Morbo della Mucca Pazza sta creando situazioni
economiche fallimentari e contemporaneamente gravi problemi per un sano
sviluppo dell'uomo, proprio in quanto la Encefalopatia spongiforme
bovina (BSE) é un male gravemente infettivo, che conduce fatalmente
alla morte, trasmesso all'uomo da bovini (animali erbivori) che
sprovvedutamente sono stati alimentati con mangimi miscelati con scarti
della macellazione delle mucche, solo a scopo di irragionevole ed
inquietante profitto speculativo.
Il fatto che fosse a rischio una prassi alimentare - che stravolge l'alimentazione naturale di animali erbivori votandoli al cannibalismo
mediante l'inserimento di sostanze di origine carnea e organica - era
noto fin dai tempi della Roma antica. I latini, a livello di una cultura
proverbiale, dicevano "Canis mortuus non mordet, sed canis caninam non
est" (Il cane morto non morde, ma il cane non mangia la carne canina);
tale proverbialità diffusa discendeva dagli studi di Lucrezio
pubblicati nel De Rerum Naturae (2); infatti era noto
già allora, che
ogni forma di cannibalismo genera una malattia del cervello dell'animale cannibale.
Nel 1920 vennero realizzati studi
su una malattia mortale degli ovini i
quali impazzivano se trattati con mangimi contenenti farine proteiche. Tale malattia detta
Scrapie era nota anche in passato, e si manifesta quando
l'erbivoro é costretto ad alimentarsi di spazzatura, rifiuti solidi
tritati, letame, e residui intestinali della macellazione di altri
animali (3).
Comunque la Scrapie é una malattia degli ovini che non implica la
caduta delle barriere filogenetiche, mentre il Morbo delle Mucca Pazza, trasferisce all'uomo il male per via della catena alimentare,
tramite forme di trasmissibilità interspecifiche del morbo ancora non note, così che dopo un periodo di incubazione
più o meno lungo, la malattia inoculata da ingestione di carni bovine infette, conduce a
deteriorare irreversibilmente il cervello umano a causa di un'eccessiva concentrazione di proteine
tossiche - che vengono denominate Prioni strutturalmente deformati - le quali si accumulano
progressivamente nel cervello del malato (4) (5).
E' importante rilevare che il passaggio attraverso le barriere genetiche di una proteina
é normalmente impedito dal fatto che le proteine di cui ci alimentiamo vengono ridotte nei loro componenti primari
(ammino-acidi) da enzimi specifici detti
Proteasi, e ricostruite dal sistema di informazione genetica di ciascun individuo (RNA/DNA), che
risiede nel nucleo di ogni nostra cellula. Tale processo naturale di distruzione/ricostruzione, impedisce che proteine costruite da genetiche
differenti, vengano direttamente assunte per trasferimento da un individuo all'altro; inoltre anche quando alcune proteine, costruite
dalla genetica di un individuo estraneo, filtrassero nel sangue di un altro esse verrebbero riconosciute e distrutte dal sistema immunologico.
Certamente si
può ritenere che i Prioni deformati assumono caratteristiche di inibitori delle
Proteasi,
così che si spiegherebbe come il male dilaghi nell'ambito della specie animale infetta. Sono
infatti noti vari inibitori delle Proteasi di riduzione delle proteine, che oggi sono molto studiati per evitare il rigetto del trapianto di
organi da un individuo all'altro. Da tali considerazioni sarebbe troppo semplice dedurre che la natura
abbia una intelligenza sua propria capace di individuare la causa finale del sistema evolutivo, ed essere
così abile da creare i processi di allarme indicativi per la specie umana al fine di convincerla a riparare
i danni colpendone proprio la struttura pensante. Questa facile considerazione avrebbe
potuto essere compresa dalla Metafisica delle
cause finali di Aristotele (Stagira 384 a.C. - Calcide 322 a.C.) ma certamente non
é legittimata dalla cultura scientifica moderna...
Di fatto, però, ci troviamo di fronte ad una alimentazione ad alto
rischio mangiando carne di mucca infetta e i suoi derivati. Come afferma il Premio Nobel per la Medicina (1997) Stanley B. Prusiner
(6),
le carni di bovini alimentati con farine proteiche, possono contenere
Prioni deformati (Negative Prions) altamente tossici. I Prioni negativi sono costituiti da glico-proteine (indicate sinteticamente
dal simbolo -: che significa Prion-Propein Scrapie Cell) che
nelle loro composizione chimica, sono del tutto simili a Prioni proteici che hanno una funzione positiva nella
attività cerebrale (indicati con +PrPc), ma che - a differenza di questi ultimi
- hanno
subito una deformazione conformazionale della loro struttura
tridimensionale. Pertanto, i peptidi mutanti (-PrPsc) non vengono
riconosciuti come elementi estranei alla funzionalità naturale del cervello, e concentrandosi
nei siti della trasmissione neuronale (sinapsi)
provocano effetti di degenerazione cerebrale (7).
L'azione degenerativa dei
Prioni negativi é
facilmente comprensibile in quanto i canali proteici del trasferimento della neurotrasmissione
cerebrale tra le cellule neuronali non hanno alcuna possibilità di far transitare
peptidi mutanti che non si adattano al canale proteico;
esattamente come noi non riusciamo ad infilarci un guanto od una scarpa sinistra nella mano e sul piede destro. (N.B. per saperne di
più vedi il Portale di informazione scientifica sul Morbo della Mucca Pazza
(9)). L' accumulo di tali peptidi strutturalmente distorti (-PrPSC)
impedendo la normale attività di neuro-trasmissione, conduce di conseguenza a malattie neurodegenerative che vanno progressivamente da
una precoce demenza senile a disfunzioni del tipo della schizofrenia del morbo di Parkinson o dell'Alzheimer, e di
conseguenza fatalmente alla morte.
Data la pericolosità di tale malattia neuronale non
é certamente sufficiente descriverne gli aspetti sintomatici, ma é necessario sviluppare
un'accurata comprensione su cosa determina tale
deformazione strutturale di una normale proteina e come si propaghi, dalla mucca all'uomo, generando gravi danni alla salute umana mediante
la catena alimentare e di conseguenza alla economia che - con tutta evidenza - ha una suo fondamento basilare
nell'alimentazione.
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Electron micrograph of PRION PROTEIN
(scrapie associated fibrils) Bar=100nm
(Coutesy of Dr. A.C. Scott of Central Veterinary Laboratory, UK) |
Proprio dalle ricerche contemporanee sul Morbo della Mucca Pazza nasce una riflessione assai problematica in quanto tale
peptide mutante
(-PrPsc) é un agente infettivo che genera distruzione nel funzionamento del
cervello. Sembra violare il dogma della biologia che ha escluso il
concetto di generazione spontanea già a partire dagli studi del Medico Francesco Redi
dell'Accademia della Crusca a Firenze nel 1668
(10). La scienza biologica, infatti, si fonda sul concetto che la riproduzione e la
trasformazione di strutture protetiche non é casuale, ma segue un percorso generato da una struttura di informazione genetica predisposta
alla costruzione delle proteine secondo un codice determinato dalla sequenza di informazione protetta nel nucleo di ogni cellula vivente.
Solo i virus non possiedono un proprio programma di informazione genetica ma sanno utilizzare, per riprodursi,
la coppia
DNA/RNA dell'organismo ospite.
Il vero problema del
Morbo della Mucca Pazza consiste pertanto nel fatto che i prioni mutanti (-PrPsc) sembrano invece replicarsi in modo
del tutto indipendente da un sistema di costruzione definito normalmente da un progetto biologico di informazione
genetica. Questa
anomalia é stata considerata una eresia scientifica fino al giorno d'oggi, infatti solo di recente
é stato provato che distruggendo il DNA/RNA di cellule malate di estratti cerebrali in vitro, il
Prione mutante si riproduceva egualmente mediante sistemi di trasformazione
anormali attribuibili a non precisati "segnali elettrochimici" che inducono i prioni positivi (+PrPc) presenti ad una mutazione in prioni
negativi (-PrPsc) . A causa di tale trasmutazione replicante le cellule neuronali ormai morte, generano una sequenza distruttiva che causa
successive infezioni che devastano il cervello in modo irreparabile (11).
Purtroppo dobbiamo dire che, come per altre malattie quali il Cancro l'AIDS ecc. , anche questa auto-replicazione di proteine anormali con
effetto a cascata - il cui accumulo é in un primo tempo lento, ma che di seguito assume un andamento esponenziale di attacco distruttivo del
sistema nervoso centrale che tristemente conduce a morte certa - non é purtroppo ancora suscettibile di alcuna
spiegazione basata su conoscenze affermate. La spiegazione ricade, quindi, oltre i limiti delle
possibilità interpretative della scienza contemporanea.
Certamente non c'é molto da stupirsi del fatto che
- andando contro
natura al solo scopo di profitto, dando alimentazione cannibalesca ad animali
erbivori - la natura stessa di conseguenza tende a violare le nostre conoscenze in quanto esse sono basate su normali osservazioni del sistema di sopravvivenza evolutivo,
laddove il sistema di protezione della informazione genetica funziona egregiamente come
barriera intra-specifica, capace di evitare in gran parte la casualità di fenomeni che espongono alla
trasmissione epidemica di agenti proteici
infetti tra specie differenti proprio al fine della sopravvivenza della vita nel nostro pianeta.
Infine, dobbiamo constatare
- essendo interessati solo al profitto e non alle conoscenze anche antiche accumulate dalla storia della cultura
dell'uomo - che siamo andati a risvegliare sistemi ancestrali che la natura ha utilizzato con sapienza, nel caso delle mutazioni tra le specie
animali,
con la probabilità che consegue al detto popolare "la fortuna é cieca ma la sfortuna ci vede anche troppo bene", siamo andati a provocare
l'azione di agenti mutageni, avvenuti in ere geologiche primordiali, che hanno permesso la mutazione delle specie viventi di cui come sappiamo
non é ancora data alcuna possibile spiegazione.
Conclusione: cosa mangiamo a cena nella casa delle libertà del profitto?
Abbiamo sufficientemente documentato come allo stato attuale delle
conoscenze sia estremamente difficile ottenere diagnosi rapide e certe a molti interrogativi. Infatti, per fare un monitoraggio e sapere se l'animale commestibile
é infetto da Prioni Negativi é necessario iniettare un estratto cerebrale in un altro animale da laboratorio
(topo o gatto) e attendere qualche anno per riconoscerne eventuali
sintomi, senza però essere certi che ciò che avviene nell'animale di laboratorio abbia le caratteristiche
manifestatesi egualmente nell'uomo.
Certamente andrà proibita la produzione di farine animali
da miscelare nel pastone di erbivori e viene consigliato di evitare di mangiare tessuti potenzialmente infetti, carne rossa, ed in
particolare il cervello, midollo spinale e carne attaccata all'osso, proprio in quanto nel
cervello , cervelletto, midollo spinale ed
innervature degli animali infetti si é notata una elevata concentrazione di prioni negativi
.
Ma seri rischi e dubbi rimangono su queste malattie da Prioni alterati la cui causa primaria,
come risulta evidente dalla riflessione condotta fin qui, non risiede nel male in se stesso, ma nel fatto che
criteri ed ideologie politico-culturali - che ancora giustificano una libertà economica quale
regolatore del mercato - conducono sciaguratamente non solo a grosse perdite economiche ma anche a seri
e preoccupanti pericoli per la specie uomo. Pericoli che vanno ben al di là delle ragioni economiche. Una "nuova economia"
dovrà pertanto procedere in
un contesto ordinato che permetta definitivamente di evitare ogni speculazione volta a far denaro per il denaro, in modo che risulti
evidente la differenza tra profitto e guadagno generato dal lavoro.
Per quanto difficile
- ma non per questo impossibile - una regola di sviluppo equo-sostenibile andrà
stabilita e condivisa coscientemente nel prossimo futuro, in modo da delineare quali siano i codici di
comportamento eco-compatibili con la natura e la qualità della vita di ogni essere umano.
La condivisione di risorse cognitive e finanziarie é, a nostro avviso, la strada maestra che l'umanità
dovrà perseguire, dopo il fallimento di regimi a capitalismo di stato (socialisti o comunisti), e di ogni forma
di liberalismo economico anch'essa disastrosa, onde evitare di auto-distruggerci perseguendo una falsa logica del profitto se non
fosse altro per la ragione che risulta essere sempre più sostanzialmente anti-economica.
Bibliografia
online
(1) La vicenda "mucca pazza"
http://www.tmcrew.org/mcd/madcow.html
(2) Lucrezio, DRN, I, 1-49 e 62-101
http://www.pointcom.it/verbum/lucrezio.htm
(3) Scrapie
http://www.aphis.usda.gov/oa/pubs/fsscrapie.html
(4) Prione
http://www.donmilani.it/rubriche/ric_prioni.htm
(5) I Prioni: le nuove particelle infettive
http://digilander.iol.it/atreliu/prioni.htm
(6) Stanley B. Prusiner
http://www.nmia.com/~mdibble/prion.html
http://nobelprizes.com/nobel/medicine/1997a.html
(7) Food Toxicology News
http://www.irfmn.mnegri.it/ambsal/food-toxy/food-bse.htm
(8) Prion Diseases
http://www-micro.msb.le.ac.uk/335/Prions.html
(9)The Official Mad Cow Disease Home Page
http://www.mad-cow.org/
(10) Le Scienze della Vita
http://www.ips.it/scuola/ecocrea/st2_fram.html
http://www.forminform.it/files/tab2/discipli/ndc01019.htm
(11) Prions Spontaneous Generation Science Magazine Research Engine Michael Balter
http://www.sciencemag.org/search.dtl