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(…) per illustrare i nostri costumi in maniera da farli chiaramente e con tutta
verità comprendere, massime agli stranieri, non poca fatica è costata sì a me
che a’ collaboratori miei per isvelare, con l'aiuto della storia o della
tradizione, la origine di un uso; per narrare donde sia derivato un costume; per
descrivere la vita che mena il lazzarone o la donnicciuola; per dilettare col
racconto di una di quelle tante scene popolari che ad ogni momento vediamo
accadere innanzi a’ nostri propri occhi; per dire in qual modo si esercitano da
taluni del basso popolo de' piccoli mestieri o delle piccole industrie tutte
particolari, tutte proprie della nostra bella Napoli; e perché infine l'opera
avesse il doppio scopo d'istruire e dilettare nel tempo stesso. Oltre a ciò, se
la parte letteraria offriva tante difficoltà, non minori se ne presentavano per
la parte artistica, avendo io in mente di pubblicare una collezione di costumi
che dovesse superare tutte quelle che già erano state fatte in litografia e col
bulino; ma, coadiuvato dall'egregio amico mio sig.
Filippo Palizzi, non che da altri buoni artisti di questa capitale, ed
affidata la cura delle incisioni al chiaro sig. Francesco Pisante, mi accinsi
coraggiosamente a cominciare questa opera. E stimando poi che noiosa avesse
potuto riuscire scritta (la un solo, credetti valermi de' migliori nostri
scrittori, che avevano più rinomanza in tal genere e che potevano variare nella
leggiadria dello stile a seconda del soggetto che s'imprendeva a trattare.
see also: Students' Workshop about "de' Bourcard"
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