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Nell'illustrazione
presepiale degli innumerevoli tipi del contado e dei casali risalta la
ricchezza dei costumi popolari, appannaggio non solo dell'identit…
femminile: anche i contadini, come il ragazzino qui presentato, che nelle
attività giornaliere hanno un abbigliamento più sommario, quando non ridotto
all'essenziale, durante i giorni di festa sfoggiano giubbe e calzoni in
velluto, panciotti laminati con ornamenti in passamaneria, galloni,
cordoncini, specialità, queste ultime, dei "franciari" napoletani.
Il giovane Contadino è assegnato ad uno di quegli artisti impiegati presso
la Real Fabbrica di Porcellana, Giovan
Battista Polidoro (le acquisizioni
documentarie di una sua produzione presepiale ora avvalorano il discreto
corpus a lui attribuito), il quale al pari degli altri modellatori che
eseguirono pastori, proprio nelle sculturine in terracotta policromata si
sentì meno condizionato dall'esigenza di guardare all'antico, e si lasciò
piuttosto suggestionare dall'infinito campionario di caratteri desunti dal
reale o dallo studio dei prototipi eseguiti dai maestri più rinomati del
genere, tra cui i sanmartiniani, riuscendo a coniugare l'ideale neoclassico
con le illusioni arcadiche. |