Mangiatore di maccheroni«Un uomo del popolo va da un venditore di maccheroni, si fa dare un piatto di legno di pasta ben bollente sulla quale ha aggiunto del formaggio grattugiato; prende i maccheroni con le mani e li attorciglia con un gioco di destrezza che gli stranieri sanno raramente imitare... I venditori di maccheroni hanno delle caldaie immense piene di questo cibo. Tutto il condimento consiste in una mezza libbra di grasso di maiale fuso in questa massa enorme con un po' di sale ... ».
Questa dettagliata descrizione del viaggiatore Joseph Gorani che a Parigí nel 1793 diede alle stampe i tre volumi dei suoi ricordi italiani ci riporta all'esistenza di un personaggio nel corso dell'ottocento diventato uno stereotipo del "lazzaro" (cit. da P, Bouvier A. Lafargue, La vie napolitaine au XVIII siécle, ed. it. Rocca San Casciano 1960).
Sul presepe questa figura si riscontra durante il secolo XVIII, codificata dal Napolitan mangia Macaroni che il Fabris inserì nella sua Raccolta di Varii Vestimenti ed Arti del Regno di Napoli, immagini dello stesso pittore trasportate su rame affinché fossero diffuse attraverso incisioni.
Queste stampe ebbero un'eco vastissima e furono replicate in numero enorme, influenzando la plastica del presepe e della porcellana e divenendo il referente principale dell'illustrazione di costume ottocentesca dedicata al soggetto.
 

Mangiatore di maccheroni
Napoli - Museo di San Martino