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Le
grandi raffigurazioni presepiali tardo-settecentesche erano animate da una
folla chiassosa e variopinta di comprimari che ne sottolineavano il
carattere laico, nella resa bonaria e pittoresca delle occupazioni
quotidiane che scandivano il ritmo della loro vita.
Per questi "bozzetti" di vita popolare della città e del contado il presepe
trasse la sua ispirazione dai prototipi pittorici di genere e dalle
conseguenti incisioni che su larga scala ne diffondevano i motivi
nell'ultimo quarto del secolo, in particolare quelle contenute nella celebre
Raccolta di Varii Vestimenti ed Arti del Regno di
Napoli curata dal pittore Pietro Fabris e fondamento per tutta fa
schiera di illustratori di costumi dell'Ottocento.
Ciò non togIie che all'interno di questi gustosi episodi che hanno
certamente un ritmo narrativo facile e piacevole ci siano degli esemplari di
notevole valore plastico come questa rappresentazione d'interno in cui il
fornaio è ritratto mentre sta tirando fuori alcune fragranti pagnotte e sul
tavolo sono allineate ciambelle, tortani, ed altri pani di varie fogge, in
omaggio a quel gusto per la perfetta riduzione in scala delle "nature morte"
presepiali.
Di grande richiamo la figura della fornaia, che un poco stupisce per
l'acconciatura alla moda dell'Impero, una popolana che si rivela nella
pienezza delle sue forme dall'apertura della camicia a bella posta
slacciata. |